
c'era una volta l'atletico avvolte... inizia così il resoconto sull'ultima trasferta del team siculo-africano, spazzato via, polverizzato, ridotto a nebbia, frustrato, malmenato, scatafasciato, messo sotto i piedi, liquefatto, bucato in ogni orifizio, sverginato in tutti i sensi, moscio, timido, impaurito, politicamente inefficace come la sinistra italiana.
I ragazzi dell'AAV raggiungono in prima serata il campo dei red peppers vicino frosinone, non sanno che li aspetterà il primo massacro storico. 11-4, una valanga di reti, se ci fosse stato un portiere avrebbe preso un gran mal di schiena a furia di raccogliere i palloni in fondo alla rete. Ma il portiere mancava, così come mancava la giovane stella Materia, strappata al calcio dalla brutalità del torneo FICA. Mancava anche la grinta e la voglia di vincere, mancava il fiato, mancavano le motivazioni e la lucidità di comprendere se stessi fino in fondo, di saper accettare i propri limiti e l'omosessualità latente (il vociferato caso di piccola stellina loris che gioca il vecchio tiro della saponetta sotto le doccie).
L'AAV parte decisamente sulle difensive, un avvio tremendo, arrivano pallonate da tutte le parti, i difensori marcano -a cavallo- poichè tali sembrano gli uomini in rosso quando scendono in avanti. Ma si resiste. Si stringono i denti durante il primo quarto d'ora e si va addirittura in vantaggio con il gol-carruffa dell'esordiente Ennio.
Non ci crede nessuno però, è solo un'isola di false speranze in un mare di stronzi che galleggiano invadenti. I red peppers tornano a farsi avanti e a menare duro, le maglie dell'AAV si stringono intorno alla loro porta ma nel giro di pochi minuti arrivano ben quattro gol. Riapre le danze un rampante Vito, unica nota positiva di un attacco invisibile. Ma ecco piovere un altro tsunami di gol.
La disperazione colma gli occhi dei ragazzi in campo, c'è diffidenza fra compagni e voglia di andare a trastullarsi sotto la doccia, per dimenticare, per non dover vedere più quella palla entrare amaramente nella propria porta.
Passano i minuti e la musica non cambia, anzi si fa sempre più assilantemente disastrosa, saltano tutti gli schemi, la difesa è oramai nel panico, si subisce incessantemente, viene voglia di gridare, di piangere, di darsi al giardinaggio o d'iscriversi ai vicini campi da tennis in cerca di miglior fortuna.
Il centrocampo dell'AAV non è mai esistito, la squadra è stordita e imprecisa, rinvii sgangherati e affannati, triangolazioni precarie e maldestre, autogol e papere difensive. Insomma tutto da dimenticare. Tutto da cambiare. Tutto da rifare.
Cicero: 5,5
Il capitano che guarda tristemente la sua nave affondare, unico baluardo in difesa a dare qualche certezza fino all'ultimo. Ma nulla può neanche lui, l'uomo dai bei capelli e la barbetta incolta, il suo eroismo è vano e sprecato. Lo assalgono in dieci, in venti, in cento, e lui soccombe, con la sua magliettina gialla da ficheggio, se ne va via triste e ingroppato più volte.
Ninaì: 5
S'incontrano più giocatori dei peppers nella sua fascia che nel loro blog, lui fa quello che può, sclera, impazzisce, bestemmia, corre avanti e indietro ma è tutto inutile. Viene infilato anche lui a destra e a sinistra e alla fine li rimarrà solo un gran paio di palle gonfie che sbattono inutilmente l'una contro l'altra.
Di Blasi: 4,5
Prestazione triste e indiscrivibile, più il tempo passa più fioccano i suoi errori. Prova a più riprese a riprendere in mano la sua prestazione individuale ma è disastrosamente fuori forma e abbandonato a se stesso in una fascia sinistra che fa più acqua di un centinaio d'idranti attivati insieme. Impietoso autogol e gol preso sotto le gambe nel finale. Una doccia amara e piena di rancori.
Diego: 4
Il giovane asso del centrocampo è praticamente invisibile e viene divorato puntualmente dalle triangolazioni avversarie a metà campo. Assolutamente spaesato e praticamente inoffensivo in fase offensiva, non troverà mai il ritmo di una partita che non è mai stata sua e a cui forse non è mai stato.
Ennio: 5
Un gol che valeva tantissimo, tanta voglia di fare e di mettersi in mostra. Eppure mancano la forma e l'efficienza tattica, a centrocampo è praticamente invisibile anche lui, qualche buono spunto in fase offensiva salva la sua prestazione che altrimenti sarebbe da archiviare.
Piccola Stellina Loris: 5
Ci si aspettava tanto dal piccolo campioncino barcellonese, dalla scomparsa di materia viene dato a lui lo scettro di fantasista ma lui non sa che farsene. In fase offensiva e letteralmente preso a pugni dalla difesa avversaria, trova solo qualche spunto ed un buon rigore che realizza. A centrocampo Piccola Stellina ci va solo quando la palla viene rimessa in mezzo dopo un gol subito, mancano le sue veloci triangolazioni ed il suo sorriso felice e spensierato.
Vito Caterpillar Tattico Anfibio Offensivo: 6
L'unico a dimostrare un minimo di grinta e di voglia di vincere, ci crede fino all'ultimo e grida come un pazzo nel tentativo di svegliare i suoi compagni narcotizzati dal gioco avversario. Fa a pugni con tutta la difesa avversaria e sgomitando riesce a trovare la porta avversaria con discreto fascino ed estroversione. Purtroppo predica nel deserto.
4 commenti:
stellina...stellina...sempre a provarci..
stella stellina la notte s'avvicina.
SISI BAGNATIVI U PANI...
ps. LO SCETTRO DIBLA SE NUDDU GIOCA SAI DOVE PUOI COMODAMENTE INFILARLO..
nella sua custodia?
Posta un commento